La sicurezza non è un costo, ma un investimento.

In Italia, nell’ultimo anno, ci sono state oltre 200 mila denunce per incidenti sul lavoro, di cui, purtroppo, 261 mortali. Sono numeri preoccupanti che allarmano sulle reali garanzie di salute e sicurezza per lavoratori e lavoratrici. Siamo ancora lontani dall’obiettivo di zero morti, soprattutto per la mancanza di consapevolezza sulla reale portata del problema. Salute e sicurezza sul lavoro sono spesso considerati un interesse esclusivamente di lavoratori e lavoratrici. Ma numerosi studi provano che investire nella prevenzione di infortuni è una grande opportunità di crescita anche per le aziende. Un’efficace politica aziendale sulla sicurezza sul lavoro apporta decisivi vantaggi in termini di competitività e produttività.

La non sicurezza è un costo.

Innanzitutto, perché la non sicurezza è un costo. Su scala globale gli incidenti sul lavoro costano oltre 2 miliardi di euro, ovvero il 3,9 % del PIL mondiale. In Europa il costo è di 476 miliardi di euro, cioè il 3,3 % del PIL europeo. Per quanto riguarda l’Italia, è la Commissione di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia con una relazione del 2019, a fornire dati utili. Nel nostro paese i costi per la non-sicurezza sul lavoro, per ciascun caso di infortunio, ammontano a 54.964 euro. I costi totali sono invece il 6,3 per cento del PIL, mentre per ciascuna persona occupata raggiungono i 4.667 euro. 

Sicurezza e produttività.

Ma non si tratta solo di risparmiare in caso di incidenti. All’origine della maggior parte degli infortuni ci sono carenze organizzative e gestionali che, se corrette, aumentano le performance dei lavoratori. Basti pensare agli effetti benefici dell’ordine e della pulizia nei luoghi di lavoro. Come anche di un’organizzazione più efficiente o di macchinari più moderni e produttivi. Non a caso, molti studiosi suggeriscono di valutare i costi della prevenzione per la sicurezza sul lavoro, associando sempre i relativi benefici per il business dell’azienda. 

Alcuni di questi sono quantificabili in termini monetari, per altri i metodi di misurazione economica sono ancora in fase di studio. Globalmente è assodato che migliorare la formazione professionale, investire in dispositivi di sicurezza o organizzare il primo soccorso ha degli effetti economici positivi. Tra questi, ci sono l’incremento della produttività, la migliore qualità dei prodotti e la maggiore competitività o attrattiva dell’azienda. Contribuiscono a ottime performance anche un clima aziendale sano e l’aumento della consapevolezza e della motivazione dei lavoratori. Tutto ciò in funzione di una riduzione degli incidenti, che a sua volta permette di ottenere contributi e diminuzione dei premi assicurativi. 

L’impatto sociale

Ad ogni modo, al di là delle questioni direttamente economiche, gli incidenti sul lavoro hanno anche un serio impatto sociale. Sebbene si tratti di un costo intangibile, non è da sottovalutare. Va inteso come la somma di tutti i costi sociali connessi con la malattia o l’infortunio di un lavoratore. Quindi si considerano parte dell’impatto sociale le eventuali ricadute su famiglia, colleghi e compagnie di assicurazione. Si pensi alle conseguenze dell’infortunio sul lavoro di un genitore che si ritrova impedito a prendersi cura dei propri figli. O ancora, alle ristrettezze economiche della famiglia in cui si riduce il salario di uno dei componenti, sempre per infortunio.

L’Agenzia Europea per la salute e la sicurezza sul Lavoro. 

I principali studi sul tema fanno riferimento al progetto «Costi e benefici della sicurezza e salute sul lavoro» realizzati dall’EU-OSHA. Questo programma nasce con l’obiettivo di sviluppare un metodo affidabile per stimare i costi della non sicurezza, suddividendoli in diretti, indiretti e intangibili, per lavoratori, aziende e società. Dalle prime rilevazioni emerge con chiarezza che a pagarne di più lo scotto è ovviamente la forza lavoro (oltre il 67%), ma anche la parte datoriale, su cui grava il 20% dei costi, dovrebbe avere tutto l’interesse economico a investire in sicurezza. Sul lungo periodo le perdite sono evidenti.

Perciò è fondamentale continuare a perfezionare i metodi di valutazione dell’impatto economico degli incidenti sul lavoro. Anche se elencati tra le voci di spesa, gli investimenti in salute e sicurezza permettono di combinare con successo produttività e diritti dei lavoratori, primi tra tutti quello della salute e della vita.

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